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Assadakah Sardegna

Assadakah Sardegna, filiale regionale di Assadakah – Centro Italo Arabo e del Mediterraneo, nasce nel novembre 2009 come associazione indipendente, apartitica e senza scopo di lucro, che annovera tra i suoi membri giornalisti, parlamentari, professionisti, intellettuali e accademici dello scenario regionale e nazionale e conta più di 50 volontari che partecipano attivamente alle sue iniziative.

Come recita lo Statuto, il suo scopo è quello di svolgere attività volte ad influenzare in maniera significativa le politiche di cooperazione allo sviluppo e di aiuto umanitario in favore delle popolazione del Sud del mondo, impegnandosi nel promuovere uno sviluppo umano sostenibile e traendo ispirazione dai principi e le direttrici dei grandi vertici mondiali delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e dei principali organismi internazionali.

Per raggiungere tali scopi, Assadakah Sardegna si occupa della realizzazione di svariate iniziative atte a favorire trasformazioni sociali, economiche e culturali tendenti allo sviluppo autonomo delle economie dei paesi emergenti, con particolare riguardo all’area mediterranea e araba.

Ed è proprio dal mare Mediterraneo, il Mare Nostrum, fonte di vita ed elemento identitario della nostra isola, la Sardegna, che parte la storia stessa dell’Associazione.

Un mare tempestoso, storicamente luogo di scontri, incomprensioni, odi e vendette ma anche d’incontro tra varie culture. Un mare che divide ed unisce allo stesso tempo e diviene contatto tra popoli e culture diverse, costituendo oggi un punto cruciale della politica mondiale.

Queste motivazioni spiegano l’interesse e il forte legame di amicizia e solidarietà che Assadakah Sardegna ha con i popoli e le culture della sponda Sud del Mediterraneo, in particolare Libano, Egitto, Tunisia, Giordania, Siria e tutti i paesi della Lega Araba e l’Iran in funzione della comunanza di elementi storici, culturali e tradizioni che uniscono le nostre terre e identità culturali.

Forte di questi ideali di solidarietà, interazione e multiculturalità, l’Associazione si propone quindi di promuovere e sostenere interventi di carattere culturale, sociale, economico e politico che accrescano la comprensione, la diffusione e l’approfondimento dei principi alla base della sua stessa esistenza.

A tal proposito, è impegnata attivamente nella promozione, organizzazione e realizzazione di:

  • attività di Educazione allo Sviluppo “per far crescere nell’opinione pubblica la comprensione dei problemi del Sud del mondo e della globalità dello sviluppo”, promuovendo iniziative di Educazione Interculturale per orientare positivamente le dinamiche di mutamento indotte dal fenomeno migratorio nella società civile sarda;

  • attività di formazione professionale, informazione e perfezionamento rivolte a giovani, donne e immigrati realizzando progetti comunitari, nazionali o locali;

  • servizi di varia natura che possano contribuire all’inserimento nella società civile della popolazione immigrata;

  • produzione e diffusione di materiale informativo quali studi, ricerche e materiali didattici di varia natura.

  • eventi quali convegni, seminari e conferenze su tematiche di valenza nazionale ed internazionale.

 

L’Associazione si avvale degli strumenti previsti dalla legislazione italiana ed internazionale promuovendo progetti ed interventi di cooperazione a valere su fondi europei, nazionali e regionali. In particolare, si occupa di realizzare convegni, studi, ricerche e occasioni d’incontro e scambio con il mondo arabo e mediterraneo per rafforzare “un clima di reciproco rispetto e pace su cui costruire un nuovo rinascimento economico e culturale del Mediterraneo”.

 

http://assadakahsardegna.com/

 

Università Saint Joseph di Beirut

L’Unità di ricerca Interdisciplinare - UIRM Mémoire del Centro Studi per il mondo arabo moderno (CEMAM) dell’Università Saint-Joseph di Beyrouth (USJ) – raggruppa storici, sociologi, etnologi, geografi, linguisti, psicologi, fotografi, museologi, etc. che lavorano insieme su progetti di memoria storica. Questo interesse è determinato dalla consapevolezza dell’importanza del vissuto delle persone in tempo di pace, di conflitto, crisi o guerre. La memoria storica è portatrice di un ricco patrimonio che è importante conservare e preservare prima che si dissolva, ed analizzare per approfondire la comprensione delle questioni delle società. Grazie alle sue sfaccettature, la “memoria”, individuale o collettiva, scritta o orale, dichiarata o “uccisa”, commemorata o rigettata nell’oblio è trattata in una maniera o in un’altra dalle diverse discipline delle scienze umane e della società. Il lavoro di ricerca si realizza partendo dagli incontri con le persone di differente origine geografica, sociale e culturale che raccontano il loro vissuto, le loro percezioni e ricordi, le relazioni con gli altri gruppi e luoghi e le proprie esperienze in periodi di guerre e crisi.

 

Diversi sono i programmi realizzati che trattano temi e fenomeni sociali molteplici, come: il passaggio delle frontiere, la mobilità e la circolazione, la società e l’economia dei villaggi misti, la protezione del patrimonio materiale e immateriale per la raccolta, la salvaguardia e la diffusione, le memorie di guerra, le memorie costruite attorno agli spazi pubblici urbani, etc. Questi programmi sono spesso realizzati in collaborazione con partner nazionali, regionali e internazionali.

 

L’area di studio e osservazione dell’UIRM Mémoire è il Libano, la Siria, la Palestina e la Giordania con la possibilità di estendere l’osservazione ad altri sotto insiemi del mondo arabo, come l’Iraq, l’Egitto, il Maghreb e i paesi del Golfo. Estensione che può essere realizzata secondo i programmi, progetti o partenariati che permettono di organizzare le competenze d’osservazione attraverso la rete dei ricercatori.

 

Gli obiettivi dell’UIRM Mémoire sono:

  • Riunire/raccogliere i diversi lavori sulla memoria storica.
  • Riflettere e lavorare sulla percezione dello spazio comune e delle frontiere.
  • Stimolare e incentivare la ricerca sulle memorie, i miti e la “patrimonializzazione” degli spazi pubblici urbani del Mediterraneo, per creare un nuovo approccio alle sfide sociali e culturali di cui sono portatori
  • Formare i giovani ricercatori alla ricerca
  • Costituire un database sotto forma di archivi orali e/o scritti, visivi e audiovisivi del sud del Mediterraneo
  • Cooperare per una migliore valorizzazione del patrimonio del Mediterraneo per lo sviluppo della “Memoria Storica”.
  • Realizzare, tra i partner, una struttura di scambio continuo e costante dei risultati della ricerca, dei rispettivi metodi d’investigazione e degli strumenti adottati.
  • Diffondere il più possibile i risultati presso autorità locali e regionali responsabili per contribuire allo sviluppo duraturo delle città mediterranee sul web e su supporti cartacei

http://uir-memoire.blogs.usj.edu.lb

 

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